Portale del Circolo del PD di San Marco in Lamis

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martedì 26 aprile 2011

giovedì 3 marzo 2011

Quando la Provincia lavorava per S. Marco...


Cittadini,

avete qualche notizia del lavoro che si svolge in Amministrazione Provinciale a Foggia?

Se è in atto un qualche intervento che riguarda S. Marco e il suo territorio?

Sono ormai quasi 3 anni che il centrodestra governa da Palazzo Dogana la Provincia di Foggia.

Nessuno nell’arco di questi anni vi ha informato di nulla.

Qualcuno ricorderà senz’altro quello slogan “La Provincia che lavora per San Marco” che faceva da titolo ai manifesti che il nostro Partito periodicamente affiggeva su questo viale per dare notizia su quanto si realizzava in Amministrazione Provinciale: ed è stato tanto in cinque anni, come tutti hanno potuto vedere.

Un’appendice di quel lavoro trova compimento proprio in questi giorni: 300 mila Euro stanziati nel 2007 che dovevano servire (e che stanno servendo) per la messa in sicurezza del Professionale di Via della Croce e per la Palestra del Liceo Classico di Piazza Carlo Marx.

Dopo di che il silenzio assordante dell’inettitudine e dell’imbarazzo.

Circolo PD

Donatello Compagnone

San Marco in Lamis

lunedì 14 giugno 2010

La lettera di Bersani ai Circoli

Care democratiche, cari democratici

pochi giorni fa il Governo ha presentato una manovra economica che non sostiene le famiglie e le imprese, che non contiene misure per i giovani e la crescita e prevede tagli indiscriminati destinati a colpire i servizi per i cittadini, dalla scuola alla sanità ai trasporti.
Saranno soprattutto le persone più deboli a pagare le conseguenze della manovra, che lascia invece al riparo le grandi ricchezze e le rendite e non combatte in modo efficace l’evasione fiscale. Un governo che per due anni ha negato la crisi getta ora su comuni, province e regioni il peso del risanamento dei conti pubblici, senza nessun rispetto per chi si misura ogni giorno sul territorio con i bisogni reali dei cittadini. Tutto questo è inaccettabile!

Per questo il nostro partito ha deciso di promuovere una manifestazione nazionale per sabato 19 giugno, alle ore 10 al Palalottomatica di Roma, per un’altra politica economica, per la crescita e il lavoro, contro una manovra ingiusta e sbagliata, per dare voce a tutti i protagonisti sociali colpiti dalle scelte del Governo.

Non sarà solo un momento di semplice denuncia ma l'occasione per parlare del nostro progetto per l'Italia. Vogliamo offrire al paese un’alternativa ispirata a equità e rigore, all’idea che nessuno sta bene da solo e che una comunità può crescere e progredire solo se è unita e solidale.


E' un appuntamento importante che non esaurisce le iniziative del PD, che si batterà in Parlamento, negli enti locali e sul territorio per cambiare il provvedimento e avanzare le proprie proposte per dare un futuro più giusto al nostro Paese.

Ci vediamo sabato 19, sicuro che da voi possa venire il contributo prezioso di chi ogni giorno è a contatto con le persone, con le loro speranze e i loro problemi.

Pier Luigi Bersani
Segretario Nazionale
del Partito Democratico

domenica 6 giugno 2010

Poi viene il tempo della verità e della concretezza

Cittadini,

non raccontavamo frottole quando affermavamo che l'Amministrazione Comunale e la maggioranza di Centrosinistra stavano lavorando alla risoluzione dei problemi della nostra cittadina.

Le prime strade, quelle più trafficate e più malandate, sono state ripavimentate. La prossima settimana si procederà sulle altre arterie in diverse zone della città, compresa la S.S.272 e il tratto più danneggiato dall'alluvione dello scorso anno nel Bosco “Difesa”. Anche nel settore dei LL.PP. i diversi interventi che riguardano il Campo Sportivo, che sta giungendo al termine, in tempo per sostenere il Sammarco Calcio, fresco vincitore del campionato, il prossimo anno nel nuovo impianto, e il Centro Diurno per Minori ormai completato e prossimo all'apertura che farà sentire i suoi benéfici effetti sul lato della devianza e del disagio minorile.

Intanto, il prossimo 9 giugno, sarà aggiudicata la gara per l'Asilo Nido di Via Amendola per un importo complessivo di 1.200.000 euro e sono stati concessi al Comune dalla Giunta Regionale 520.000 euro per il Centro Diurno per i Disabili.

Nonostante varie traversie, il nuovo depuratore a breve potrà essere messo in funzione e sarà un'altra opera che porterà benefici di varia natura a tutti i cittadini, poiché la pulizia e l'igiene sono essenziali per il benessere di tutti. E le nuove modalità di raccolta dei rifiuti servono a questo e non solo: noi confidiamo moltissimo nel civismo dei nostri concittadini.

Abbiamo parlato di opere pubbliche e di strade che riusciamo a realizzare grazie alla Giunta Regionale di centrosinistra. I cittadini hanno notizie di quel che combina l'Amministrazione Provinciale di centrodestra? Nulla.

Una notizia ve la diamo noi, però: lo scorso 19 aprile la Giunta Provinciale ha approvato il Programma Triennale 2010-2012 e S. Marco è stato completamente cancellato.

Lontani i tempi nei quali la PROVINCIA LAVORAVA PER SAN MARCO!!


Il Circolo PD "Donatello Compagnone"

L'articolo de l'Attacco sull'intitolazione del circolo


Fai tasto destro e "visualizza immagine" per ingrandire

lunedì 31 maggio 2010

NON HANNO MESSO LE MANI NELLE NOSTRE TASCHE..... SI SONO PRESI I PANTALONI !!

Cittadini,

il " piazzista " più in gamba d'Italia questa volta ha dovuto fare i conti con la realtà che in tutti questi mesi ha cercato di nascondere come nasconde pelata e rughe sotto quintali di tinture e fondotinta.

Chi paga per le sue bugie sono i soliti: i lavoratori pubblici e privati, gli enti locali, cioè i servizi, la sanità, la scuola, già maltrattata con tagli disumani, i cittadini che continueranno a non trovare le soluzioni ai mille problemi che quotidianamente li attanagliano e i giovani, sempre più precari e disoccupati.

Circa 26 miliardi di euro spalmati in due anni che senza riforme profonde e durature riporteranno indietro l'Italia di decenni e con la prospettiva che, quando la crisi sarà superata, ci troveremo a fronteggiare gli altri Paesi europei senza adeguati strumenti sociali, industriali e tecnologici.

L'Italia era già indietro nei settori della ricerca e della formazione con questa manovra avrà il colpo di grazia.

E poi la grottesca marcia indietro sugli strumenti per combattere l'evasione fiscale. Il Governo Prodi aveva finalmente individuato i meccanismi per debellare questo autentico crimine che è quello di non pagare le tasse. Quelli del centrodestra lo avevano insultato e deriso, ora scoprono che quella era la strada giusta, che pena !

Il ritornello dell'abbassamento delle tasse e del non mettere le mani nelle nostre tasche finisce qui: hanno mantenuto la promessa, ma ci hanno fregato i pantaloni !


Il Circolo del PD

giovedì 13 maggio 2010

Ridiamo ossigeno al territorio

Le difficoltà economiche colpiscono principalmente le famiglia, le imprese e più complessivamente le Comunità locali. Il sistema economico del nostro paese è seriamente messo in crisi. C’è un costante ricorso alla cassa integrazione.
C’è precarietà e quel che è peggio c’è la perdita del posto di lavoro. La risposta alla crisi la si può trovare nella capacità di sostenere la ripresa economica, fornendo processi di valorizzazione produttiva, politiche di sostegno ai redditi e ai bisogni della famiglie.
Sgravi fiscali e ammortizzatori sociali, oltre che investimenti Pubblici e misure per l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese. In questo senso molte regioni italiane e molte regioni
italiane e molti Enti locali hanno agito di concerto con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali per dare risposte concrete a queste esigenze, sostituendosi, il più delle volte, al Governo che non è riuscito a formulare politiche anticrisi in gradi di dare la minima risposta.
In modo particolare, con l’ultima Finanziaria, il Governo ha confermato i vincoli del “patto di stabilità”, impedendo nuovamente alle autonomie locali di investire in opere pubbliche utili per lo
sviluppo delle Comunità e fondamentali contro la crisi, in questo in grado di offrire lavoro a imprese edili e artigiane. Più complessivamente a migliaia di lavoratori.
Il Governo ha fatto carta straccia del pronunciamento pressoché unanime del Parlamento che, un anno fa aveva votato un ordine del giorno proposto dal PD per l’allentamento del patto di stabilità
per i Comuni.
Ma contro i Comuni il Governo ha fatto anche di peggio.
La Legge Finanziaria del 2010 non ha restituito ai Comuni quanto dovuto in seguito all’abolizione dell’ICI, ha tagliato ferocemente il fondo ordinario, ha bloccato ogni forma di autonomia
impositiva; ha tagliato le risorse per la sicurezza, le risorse per la scuola dell’obbligo, per il fondo nazionale delle politiche sociali, per l’ambiente.

E stiamo ancora attendendo segnali per un serio e condiviso avvio del “federalismo fiscale”.
Questo riguarda la pressoché totalità degli Enti locali, ovviamente con qualche diversità inspiegabile, visto la loro situazione di dissesto e mi riferisco in particolare a Catania che ha
ottenuto 140 milioni, Palermo 160 milioni, eludendo i criteri efficienza e responsabilità.
Il Partito Democratico è fermamente contrario a questa politica perché impedisce alle Comunità locali di rispondere ai bisogni dei cittadini e delle imprese.
Nella fattispecie, in tanti piccoli Comuni, in modo particolare nelle aree interne e montane, è ormai ridotta all’osso la possibilità di finanziarie servizi essenziali e la possibilità stessa di chiudere i
bilanci.
I Comuni sono l’asse portante del sistema istituzionale e rappresentano il punto più avanzato per contrastare la crisi, per modernizzare il sistema delle infrastrutture, per garantire la coesione sociale, per tutelare i diritti di cittadinanza. Per questi motivi il Partito Democratico Nazionale avvierà una campagna nazionale di mobilitazione che culminerà verso la metà di maggio con delle iniziative
nazionali a cui parteciperanno migliaia di amministratori e il Segretari nazionale Pierluigi Bersani.


Il PD presenterà una proposta di legge di iniziativa popolare che in particolare chiederà:
1. L’attuazione del federalismo fiscale così come previsto dalla Legge 42/2009 per accrescere l’autonomia Finanziaria degli Enti Locali, e, nel contempo la responsabilità degli amministratori;
2. La modifica degli obiettivi e delle regole del patto di stabilità, per sostenere la spesa per investimenti, favorire politiche di coesione sociale e premiare i Comuni virtuosi;
3. La restituzione completa (e la rivalutazione) dell’ICI prima casa;
4. Adeguati sostegni ai piccoli Comuni, con una più forte incentivazione della gestione associata di servizi e funzioni in capo alla Unioni di Comuni, con l’aumento del fondo degli investimenti e il
ripristino del Fondo Nazionale della Montagna;
5. Il completo reintegro del fondo per le politiche sociali.

DAVIDE ZOGGIA
Responsabile Enti Locali
Partito DEMOCRATICO

domenica 9 maggio 2010

Non è l'epoca della scuola. E' quella della cricca

Cittadini,

tutti lo dicono, ma non sempre si presta la necessaria attenzione all’argomento: sulla scuola, sulla formazione dei giovani tutti i Paesi si giocano il loro futuro. La conoscenza, il possesso di competenze sono ormai componenti fondamentali per il progresso dei popoli, soprattutto in fasi di fortissime crisi come quella che stiamo vivendo. Chi ha più investito o investe nel campo della formazione e della ricerca ne uscirà più forte e più attrezzato ad affrontare le sfide del futuro.

Ciò non accade in Italia.

Con la cosiddetta Riforma della scuola secondaria superiore si sta infliggendo forse il colpo mortale decisivo alla scuola pubblica italiana. Meno risorse finanziarie, meno tempo scuola, meno insegnanti. Più alunni per classi, appesantimento cartaceo in didattica, attrezzature sempre più obsolete e edifici scolastici sempre più insicuri, che con il passare del tempo abbisognano di manutenzione urgentissima e non più procrastinabile.

Il Governo di centrodestra la chiama riforma epocale, sì, ma è quella dell’epoca berlusconiana che taglia tutto, meno la corruzione e gli affari privati della “cricca”.

Quello che resterà della Scuola Superiore, anche di quella di San Marco (ecco perché la cosa ci riguarda da vicino), saranno solo macerie: e non può essere altrimenti con 80.000 docenti in meno in tre anni, con risorse ridicole per il funzionamento degli istituti e con un impianto didattico proiettato più su modelli ottocenteschi che su una reale comprensione delle nuove sensibilità e i nuovi bisogni delle generazioni del Terzo Millennio.

Chiediamo ai cittadini più attenzione sui temi della scuola poiché con meno scuola pubblica saremo tutti un po’ più poveri.

Il Circolo del PD

di S. Marco in L.

Scarica l'invito dell'iniziativa

giovedì 22 aprile 2010

Il Circolo del Pd di San Marco in Lamis sarà intitolato a Donatello Compagnone

Con la riunione del Coordinamento di mercoledì 21 aprile 2010, dopo aver trattato della situazione politico-amministrativa e della campagna di tesseramento 2010, si è conclusa la discussione, avviata gia da diverse settimane, sulla personalità a cui intitolare il Circolo del PD di San Marco in Lamis. Il dibattito è stato ricco di proposte e di spunti di riflessione, ma alla fine, con unanimità e convinzione, si è deciso che il circolo sarà intitolato a Donatello Compagnone. Nelle prossime settimane ci sarà un'iniziativa pubblica con l'ufficializzazione della scelta fatta con l'affissione di una targa marmorea all'entrata del Circolo.

Donatello Compagnone, seppur poco conosciuto, è stato un cittadino sammarchese straordinario («civem Sancti Marci in Lamis», così come si evince dalla iscrizione lapidea che fu affissa a quei tempi presso le mura cittadine e che ora è situata al primo piano di Palazzo badiale) del XVI secolo che grazie al suo operato in difesa dei diritti della collettività sammarchese («detta Huniversità et huomini di quella») riuscì, dopo più di vent'anni di controversie, grazie ad una copia dei "Capituli" in suo possesso, a far ristabilire nel 1559 dall'abate commendatario Vincenzo Carafa (insediatosi nel 1556) quei diritti (immunità, franchigie, usi civici vari, come il poter far legna, spigolare e far pascolare gli animali, ma anche la richiesta di "un giusto salario" per i lavoratori o la concessione di un giorno settimanale di mercato), che precedentemente la comunità aveva goduto e che da diversi anni erano stati usurpati ai cittadini da parte di «offigiali» e «affittatori» dell'abate.

Questa grande vittoria civica e di difesa dei diritti acquisiti, che ha migliorato le condizioni di vita dei sammarchesi del tempo, non deve essere dimenticata. Ecco perché il Circolo del partito Democratico ha deciso di tributare a questo nostro concittadino, seppur vissuto quasi 5 secoli fa, questo riconoscimento, affinchè Compagnone possa essere ancora un simbolo e un esempio di civismo e di difesa della legalità, dei diritti e del lavoro, così come sono connaturati nel DNA del nostro partito. Egli può darci ancora oggi un grande esempio che crediamo di poter riassumere in due insegnamenti fondamentali: 1) mai permettere che i nostri diritti acquisiti vengano calpestati senza lottare; 2) la lotta non violenta, improntata al rispetto della Legalità e alla fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni, è la strada giusta da seguire per difendere quanto è in nostro diritto.

Il Segretario di Circolo

Paolo Soccio

mercoledì 16 dicembre 2009

VERSO UN COORDINAMENTO DEI DEMOCRATICI GARGANICI

Documento delle rappresentanze istituzionali e politiche del Gargano appartenenti al Partito Democratico elaborato in seguito alla riunione tenutasi lunedì 14 dicembre 2009 a S. Marco in L.

L’alta partecipazione registrata alle primarie del 25 ottobre è un risultato di grande significato politico;

anche i democratici garganici e di Capitanata hanno mostrato di avere grande fiducia nel nostro partito e nel progetto di rinnovamento dell’Italia e della Puglia di cui è portatore. L’alternativa che vogliamo rappresentare al modello del governo della destra va costruita a vari livelli su un progetto solido e lungimirante di cui il PD deve esser guida e forza trainante per tutto il centrosinistra.

Stiamo vivendo una fase contingente particolare in cui sono evidenti le difficoltà in cui si trovano i vari enti comunali e sovracomunali, il Partito Democratico è perciò chiamato a dare il proprio contributo positivo, propositivo e risolutivo, a partire dai livelli territoriali, a partire dai circoli, dalla base.

Ad esempio, alla crisi della Comunità Montana del Gargano occorre dare una soluzione di più alto profilo politico e programmatico, pur nei limiti legislativi e di ruolo.

In questo quadro le prossime elezioni regionali impongono serie riflessioni e scelte strategiche importanti, al fine di recuperare una significativa identità territoriale che va ancora costruita a livello di partito.

La fase congressuale, nazionale e regionale, pur nella diversità di opzioni politiche-programmatiche presentate, ha prodotto un risultato positivo e inclusivo nel Partito, registrando già significativi elementi di crescita.

Anche in presenza di un Congresso Provinciale che si celebra con differenti posizioni e con due candidati alla segreteria, i Congressi di Circolo possono e devono determinare azioni unitarie.

I circoli del PD delle comunità garganiche, o viciniori, possono svolgere un ruolo importante per il Gargano e possono attivare energie positive per la Capitanata e per l’intera Regione.

Il turismo religioso, il turismo costiero e quello ambientale del Gargano sono sicuramente fattori di sviluppo economico e sociale per un’area vasta, purché si producano azioni e misure di intervento da parte del sistema istituzionale.

L’erogazione di servizi alle popolazioni garganiche (ciclo dei rifiuti, innovazione procedimenti amministrativi, servizi reali alle imprese, rete civica, ecc. ) con criteri di efficienza e di efficacia, sono obbiettivi da prefiggersi e realizzare.

L’eccellenza sanitaria di C.S.S., che copre la domanda di un territorio fino oltre i confini Regionali, in sinergia con i presidi ospedalieri dislocati nei vari Comuni, può diventare modello da espandere sull’intera Regione per migliorare i servizi sanitari.

Le istituzioni pubbliche del Gargano, spesso ostaggio di politici locali e logiche clientelari o di gruppi di scarso consenso, devono diventare luoghi di relazione tra le diverse istituzioni locali e laboratorio di strategie di territorio e nazionale, in cui i partiti e la rappresentanze istituzionali progettano, mettono insieme le risorse e fanno crescere proposte di rappresentanza sovracomunale. Insomma creare una rete di circoli che si muovono all’interno di una sfera più ampia a livello istituzionale, alla quale fanno da sostegno ma anche da spinta progettuale ed innovatrice.

In vista delle prossime elezioni regionali, pur essendo ancora lontani dalla soluzione del nodo riguardante il candidato presidente, si stanno definendo le candidature a consigliere regionale. Sulle undici candidature del PD di Capitanata, certamente almeno una dovrà essere espressione dell'area garganica.
Noi vogliamo e chiediamo che le candidature debbano essere espressione dei territori, quale frutto di un ragionamento valutativo e prospettico condiviso, proveniente dai circoli e che non siano imposte dall'alto (Federazione provinciale, Partito regionale) o da accordi presi singolarmente o, peggio, precongressuali.
L'esperienza del passato ci ha più volte insegnato che se non si superano i campanilismi e non si crea una rete di circoli che si legano insieme su un progetto comune, sarà sempre difficile, se non impossibile, per realtà elettoralmente limitate nei numeri, come i nostri comuni garganici, riuscire ad esprimere un proprio rappresentante in seno al Consiglio regionale.

Il Gargano, pur esprimendo una grande ricchezza culturale, storica, economica, naturalistico-ambientale, per la provincia di Foggia e per la Puglia, se non debitamente rappresentato da chi lo conosce e lo vive a fondo, sarà sempre marginalizzato a livello regionale, ed emergeranno più le sue fragilità che le sue enormi potenzialità.
Forse che il Gargano non sia dotato di risorse umane, tra amministratori e uomini di partito, capaci di portare le esigenze, gli atavici problemi, le nostre proposte e i nostri progetti all'attenzione del governo regionale?
In questi anni, pur avendo un governo di centrosinistra, le nostre comunità e i nostri circoli hanno spesso sofferto la mancanza di un riferimento capace di portare avanti le istanze del nostro territorio e della nostra gente.
Ecco perché abbiamo dato inizio a questa libera discussione tra i nostri circoli e iniziato a mettere insieme le nostre esperienze e le nostre risorse, per costruire un progetto unitario e a lungo termine sul futuro del nostro amato Gargano.

PD Cagnano Varano

PD Carpino

PD Ischitella

PD Monte S. Angelo

PD Rignano Garganico

PD Rodi Garganico

PD S. Giovanni Rotondo

PD S. Marco in Lamis

martedì 8 settembre 2009

VADEMECUM DELLE CONVENZIONI (RIUNIONI) DI CIRCOLO

Quando si svolgono?

Le convenzioni si svolgono in tutta Italia dal 1 al 30 settembre 2009 [a S. Marco in L. si terrà il 26 e 27 settembre]

Chi può partecipare alle convenzioni di circolo?

Le convenzioni di Circolo sono aperte alla partecipazione di tutti gli elettori e simpatizzanti del Partito Democratico. Possono partecipare con diritto di voto e di parola e possono essere eletti negli organismi dirigenti o di garanzia, nonché essere delegati ad una Convenzione di livello superiore, solo gli iscritti al partito regolarmente registrati alla data del 21 luglio 2009.
La Presidenza dell’assemblea può valutare la possibilità di dare la parola anche agli elettori e ai simpatizzanti che ne facciano richiesta.

Come e quando vengono convocate?

La convocazione della riunione deve essere spedita a tutti gli iscritti al circolo almeno 5 giorni prima dello svolgimento, e deve indicare il giorno e l’ora di inizio della riunione, il programma dei lavori e l’orario di avvio e di fine delle votazioni, che dovranno durare non meno di una e non più di sei ore consecutive da collocare in orario di norma non lavorativo e dunque di preferenza dopo le ore 18.00 o nel fine settimana. La votazione avviene assicurando la segretezza e la regolarità del voto. Lo scrutinio è pubblico e viene svolto dalla Presidenza immediatamente dopo la conclusione delle operazioni di voto.

Come si svolgono le riunioni di circolo?

In apertura delle riunioni di Circolo, su proposta del segretario del Circolo stesso, viene costituita e messa ai voti per l’approvazione una Presidenza, che ha il compito di assicurare il corretto svolgimento dei lavori e che garantisca la presenza di almeno un rappresentante per ciascuna candidatura. Fa parte della Presidenza un membro della Commissione provinciale o un suo delegato esterno alla stessa che è tenuto ad assistere ai lavori della riunione, con funzioni di garanzia circa il regolare svolgimento dei lavori.
Immediatamente dopo l’insediamento della presidenza vengono presentate le linee politiche collegate ai candidati, assicurando a ciascuna di esse pari opportunità di esposizione, entro un tempo massimo di 15 minuti.
L’ordine di illustrazione delle candidature, sia per i candidati a segretario nazionale che per i candidati a segretario regionale, è stabilito sulla base dell’ordine di presentazione delle stesse.[1. Bersani, 2. Franceschini, 3. Marino]
La presentazione delle linee politiche collegate ai candidati a segretario regionale si svolgono subito dopo quelle per i candidati a segretario nazionale, assicurando a ciascuna pari opportunità, entro un termine massimo di 15 minuti ciascuna. Le modalità e i tempi di svolgimento delle riunioni di Circolo devono garantire la più ampia possibilità di intervento agli iscritti.
La Commissione nazionale predispone il modello di verbale sulla base del quale registrare i risultati delle votazioni nelle riunioni di Circolo e nelle Convenzioni provinciali.

Cosa eleggono le riunioni di circolo?

I delegati alla convenzione provinciale. Nel corso dello svolgimento della riunione, ed entro un termine fissato dalla Presidenza, vengono presentate le liste dei delegati alla Convenzione provinciale, collegate alle candidature alla Segreteria nazionale. Le riunioni di circolo selezionano, inoltre, con il voto i candidati a Segretario regionale che parteciperanno alle primarie.

Come si compongono le liste?

Nella composizione della lista si deve rispettare i principi dell’alternanza di genere. Ogni lista può comprendere un numero di candidati che va da uno fino al numero massimo pari ai delegati assegnati dalla Commissione provinciale (numero calcolato sul totale dei delegati provinciali assegnati per il 50% in base ai voti presi nelle ultime elezioni politiche alla Camera e per il 50% in base al numero dei tesserati). [Sui 330 delegati provinciali S. Marco ha perciò diritto ad esprimere 6 delegati]
Possono essere delegati anche iscritti al PD appartenenti ad altri Circoli della stessa Provincia.
È possibile presentate più liste di delegati collegate allo stesso candidato alla Segreteria nazionale: in questo caso il presentatore della mozione nazionale dovrà autorizzarle. Nel caso di più liste collegate ad un singolo candidato queste verranno numerate (1, 2, 3 ...)

Chi predispone le schede per le votazioni?

E’ compito della Commissione nazionale predisporre il modello di scheda da utilizzare nelle votazioni previste nelle riunioni di circolo.
E' compito della Commissione regionale predisporre la scheda da utilizzare nelle votazioni previste nelle assemblee di circolo enelle assemblee di iscritti per la individuazione dei candidati all'elezione a Segretario regionale.

Come si vota?

Si vota apponendo una croce nel riquadro relativo al nome del candidato alla segreteria nazionale (o regionale) e una croce nel riquadro sottostante relativo alle liste o, nel caso di più liste collegate ad un unico candidato, il numero relativo alla lista collegata al candidato prescelto.

Come vengono assegnati i seggi alle varie liste?

La Commissione provinciale, acquisiti tutti i verbali delle Riunioni di Circolo, procede innanzitutto all’assegnazione dei seggi spettanti al complesso delle liste collegate a ciascun candidato a Segretario nazionale. A tal fine si utilizza il metodo del quoziente naturale e dei più alti resti. Il numero dei delegati da assegnare alla lista o alle liste collegate a ciascun candidato a Segretario nazionale è ottenuto dividendo il complesso dei voti da essa o da esse riportati per il quoziente naturale, ovvero il totale dei voti validi divisi per il numero dei delegati da eleggere, ed assegnando i seggi eventualmente così non assegnabili alle liste con i maggiori resti. Nel caso in cui vi siano più liste collegate al medesimo candidato, il complesso dei seggi ad esse attribuito viene tra loro ripartito con il medesimo metodo del quoziente naturale e dei resti più alti.

La Commissione provinciale procede quindi alla distribuzione nei singoli circoli dei seggi così assegnati alle varie liste. A tal fine si procede in primo luogo alla assegnazione dei seggi in ogni circolo attribuendo a ciascuna lista di circolo tanti seggi quanti quozienti naturali di circolo interi essa abbia conseguito in quel circolo. Il quoziente di circolo è dato dalla divisione tra la somma dei voti validamente espressi nel circolo e il numero di seggi da assegnare nel circolo stesso. Gli eventuali seggi residui sono attribuiti alle liste seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali del quoziente ottenuto da ciascuna lista sino alla attribuzione di tutti i seggi spettanti al circolo. A tal fine le operazioni di calcolo procedono a partire dal circolo con il minor numero di iscritti. Nella assegnazione dei seggi non si prendono più in considerazione le liste che abbiano già ottenuto tutti i seggi ad esse spettanti in base ai calcoli di cui al comma 12. Al termine di tali operazioni, i seggi che eventualmente rimangono ancora da assegnare ad una lista sono attributi alla lista stessa nei circoli ove essa abbia ottenuto i maggiori resti, utilizzando per primi i resti che non abbiano già dato luogo alla attribuzione di seggi. I seggi spettanti a ciascuna lista di circolo vengono assegnati ai candidati in base all’ordine di presentazione nella lista stessa.

mercoledì 5 agosto 2009

Sottoscrizione a premi Festa Democratica del Gargano di S. Marco in Lamis

Ricchissimi premi alla Festa democratica di San Marco in Lamis.
Sostienici con la sottoscrizione e potrai portare a casa una automobile
Citroen C1 o uno scooter Garelli Capri 50!!



martedì 4 agosto 2009

CONGRESSO 2009

PD nazionale - tutte le direttive e scadenze

PD regionale

PD provinciale

Regolamento approvato dalla Direzione Nazionale il 26 giugno 2009, che stabilisce tempi e modi con i quali il Partito Democratico arriverà all'elezione del nuovo segretario del Partito Democratico con la Convenzione Nazionale dell'11 ottobre e le primarie che si terranno il 25. Il Regolamento

Lo Statuto

Tutte le direttive e scadenze.

Testi e candidati


Testo della mozione di Pierluigi Bersani

Testo della mozione di Dario Franceschini

Testo della mozione di Ignazio Marino

Testo della mozione di Amerigo Rutigliano

Lo Statuto

Comitato provinciale per il Congresso.

Commissione provinciale di Garanzia.

Commissione provinciale per il tesseramento

da www.pdbari.it

mercoledì 17 giugno 2009

Sul referendum e sui tre quesiti abrogativi

Domenica 21 e lunedì 22 saremo chiamati nuovamente alle urne per esprimere il nostro assenso o dissenso rispetto ai quesiti referendari abrogativi che riguardano la legge elettorale "porcata" (quella scritta da Calderoli e voluta da Berlusconi e Casini circa tre anni fa). Ovviamente buona parte dei partiti si sono espressi per il sì o per il no (o peggio, come ha fatto Berlusconi, prima per il sì, poi per il no, poi per il ni; e anche il promotore Di Pietro è passato dal sì al no in poche settimane), anche se pare che effettivamente il partito maggiore sia quello dell'astensionismo.

Personalmente ho sempre trovato meschino e antidemocratico il non esprimersi, il non andare a votare, il voler far fallire il referendum per mancato raggiungimento del quorum necessario (50% +1 degli elettori). Ritengo invece che ogni cittadino ha il diritto/dovere di esprimere la propria opinione; ritengo che l'istituto del referendum popolare, voluto dai nostri beneamati (ma spesso dimenticati) Padri costituenti, sia il grado più alto di partecipazione politica democratica possibile.

Invece in Italia, sempre più si demanda la propria scelta ad altri, e sempre più pochi sono quelli che decidono per noi e che addirittura (sempre grazie alla "porcata") scelgono i nostri rappresentanti; sempre più gente non si reca più alle urne perchè sfiduciata, se non schifata, da un parlamento composto per buona parte da "nominati", da maggiordomi e avvocati personali dei "nominanti", o, ancora peggio, da indagati, condannati, mafiosi, senza dimenticare i trasformisti di professione.

I partiti che non vogliono l'abrogazione della legge "porcata" (o parte di essa) dovrebbero avere il coraggio di dire: "andate a votare e votate no", come una vera democrazia matura vorrebbe. Invece per far fallire il referendum si dice no all'election day , che avrebbe fatto risparmiare allo stato oltre 400 milioni di euro, e lo si sposta al 21-22 giugno (ma perchè non a luglio o agosto a questo punto?), quando si sa bene che l'affluenza alle urne, dopo la precedente tornata europea e amministrativa, sarà molto bassa. Però, poiché si teme ancora che la gente chiamata per i ballottaggi faccia raggiungere il quorum necessario, addirittura scende in campo il ministro degli esteri che dirama delle disposizioni ai presidenti di seggio (cosa mai vista!) affinchè favoriscano la non partecipazione alla votazione referendaria. Questa l'Italia in cui viviamo...

L'unico partito coerente che in tempi non sospetti (pre europee) ha detto sì al referendum è stato il Partito Democratico, anche se, devo dire, il silenzio a cui stiamo assistendo in questi ultimi giorni ci lascia un po' perplessi: si dà per scontato che non si raggiungerà il quorum e quindi si è rassegnati o, pur non dichiarandolo ufficialmente, si spera nell'astensione? Forse molto più semplicemente si è molto più occupati a pensare agli importanti ballottaggi amministrativi che al referendum.

Voglio qui ricordare le parole piuttosto chiare di Franceschini di più di un mese fa: "Il referendum non l'abbiamo proposto noi, ma di fronte alla domanda se vogliamo abolire la legge porcata, noi che l'abbiamo sempre contrastata, non possiamo che rispondere di sì. Poi avremo tempo quattro anni per fare una nuova legge". Quindi la linea del nostro partito è che non siamo pienamente convinti delle modifiche che il referendum apporterebbe alla legge, ma siamo consapevoli che il referendum è l'unico modo per obbligare la maggioranza a mettere in cantiere una discussione sulla legge elettorale. Se passasse l'astensionismo, o il no, questa legge bistrattata da tutti (ma forse meno dalle segreterie dei partiti), resterà in vigore per molti anni ancora. Ecco perchè siamo per il SI'.

Ma torniamo al referendum e ai suoi quesiti, cercando di dare anche qualche informazione utile.

Al seggio vi verranno consegnate tre schede (una viola, una beige e una verde):

Quesito n° 1 ( scheda viola) Riguarda la legge elettorale della Camera.
Se vince il “no”, o va a votare meno del 50% +1 degli elettori, rimane in piedi la legge vigente. Ovvero, dei 630 seggi della Camera, il 55% ( pari a 340 seggi) andrà alla lista (coalizione) che otterà la maggioranza relativa dei voti. Cioè per ottenere tale maggioranza relativa, i partiti hanno la possibilità di creare delle coalizioni: le liste che ne faranno parte saranno contate, ai fini del calcolo dei voti, come se fossero una lista unica.
Importante ricordare che le liste singole non possono entrare in Parlamento se non superano la quota di sbarramento, ovvero se non ottengono almeno del 4% dei voti, ma se queste fanno parte di una coalizione possono entrare anche ottenendo solo il 2% dei voti. (ricordiamo che l'Udeur di Mastella nel 2006 fu ripescata come migliore lista al di sotto del 2%)

Se vince il “” e va a votare più del 50% +1 degli elettori, non sarà più possibile presentare coalizioni. La lista che ottiene la maggioranza relativa otterrà da sola il 55% dei seggi.
Esempio: alle elezioni 2008 il PdL ha ottenuto il 37,4% dei voti,contro il 33,2% del secondo partito (il PD). Con la legge che uscirebbe, eventualmente, dal referendum, avrebbe ottenuto il 55% dei seggi senza bisogno della Lega. Ma se PD e Italia dei Valori avessero fatto una lista unica, avrebbero ottenuto il 37,6% dei voti, risultando il primo partito e ottenendo dunque il 55% dei seggi.
Da notare che con la legge che uscirebbe dal referendum, i partiti con meno del 4% dei voti starebbero fuori dal Parlamento, senza che possano essere “salvate” dalla loro appartenenza a una coalizione: le coalizioni, di fatto, non esisterebbero più.


Quesito n° 2 ( scheda beige) Riguarda la legge elettorale del Senato.
Stesso meccanismo della camera ma con una sosotanziale differenza: il calcolo dei seggi ( e delle percentuali) avviene su base regionale. Dunque la lista che ottiene la maggioranza dei voti in una regione ottiene il 55% dei seggi di quella regione. Inoltre il quorum per la ripartizione dei seggi è fissato all' 8% dei voti.


Quesito N° 3 (scheda verde) Divieto di candidature multiple.
Con l’attuale legge, ogni candidato ha la possibilità di candidarsi in più di una delle diverse circoscrizioni elettorali in cui è diviso il territorio (a ogni circoscrizione corrisponde una lista di candidati, per ogni partito saranno eletti tanti candidati della lista quanti sono i voti ottenuti da quel partito in quella circoscrizione).
Se vince il sì e va a votare più del 50%+1 degli elettori ogni candidato avrà la possibilità di candidarsi in una e una sola circoscrizione e si eviterebbero quei giochetti a cui abbiamo assistito, per cui il "plurieletto" sceglie ad elezione avvenuta la circoscrizione dove risultare eletto, favorendo Tizio o bocciando Caio nelle varie altre circoscrizioni. Pensate che con questo sistema di scelta da parte dei plurieletti sono stati scelti ben il 30% di tutti gli attuali parlamentari!

Sono per il a tutti e tre i quesiti. Sono per il perché voglio meno frammentazione politica; perché sono per il bipartitismo; perché sono per la governabilità del Paese; perché voglio che i piccoli partiti non debbano più condizionare le scelte che riguardano un'intera nazione; perché non possa avvenire che prima i partiti si presentano insieme e poi subito dopo le elezioni si dividono; perché sono per il risparmio per quanto riguarda il finanziamento pubblico ai partiti; perché sono contrario agli "acchiappavoti" e sono favorevole al coraggio di presentarsi in una sola circoscrizione; perché sono per il legame del parlamentare col proprio territorio; perché sostanzialmente questa legge fa davvero schifo e la voglio cambiata e l'unico modo per costringere i parlamentari a farlo è votare .

Domenica 21 (dalle 8.00 alle 22.00) e lunedì 22 (dalle 7.00 alle 15.00) recati al tuo seggio, vota SI' ai tre quesiti referendari. E' semplice: bastano tre croci su tre sì. E mandiamo così questo sistema elettorale al macero!

Paolo Soccio

Segretario del PD di S. Marco in L.

martedì 19 maggio 2009

Il governo in un anno fa aumentare il debito pubblico di 100 miliardi!

E' record per il debito pubblico italiano: a marzo si è attestato a 1.741,275 miliardi di euro contro i 1.641 miliardi dell'anno precedente. Davvero sconcertante la notizia data da Bankitalia qualche giorno fa.

Pensate: un debito che si è accumulato pian piano in 150 anni di storia d'Italia (in realtà sarebbero più di 150 anni, visto che il Regno decise di accollarsi tutti i vari debiti pubblici dei vari staterelli pre-unitari) ha visto lievitare IN UN SOLO ANNO la sua consistenza di ben 100 MILIARDI! Questa è la cura Berlusconi-Tremonti per la nostra Italia.

Ma non erano questi signori gli stessi che volevano che il famoso "tesoretto" di Prodi di 5 miliardi andasse a coprire il nostro tristemente famoso debito pubblico?? Ma ecco che, arrivati al governo, è partito l'assalto alla diligenza: via con i titoli di stato sul mercato per ben 100 miliardi! E chissenefrega delle future generazioni d'italiani se il debito aumenta!!!

Attualmente su ogni italiano (dal centenario al neonato) pesa un debito di 29.021 € . E' davvero triste pensare che ogni nuova creatura che nasce eredita dal suo Stato un debito così pesante.

Ma le tristi notizie non finiscono qui. Anche le entrate tributarie continuano a calare: sempre secondo la Banca d'Italia esse si sono attestate, nel primo trimestre 2009, a 81,016 miliardi, ovvero circa 4 miliardi in meno rispetto ai primi tre mesi del 2008. La diminuzione percentuale è del 4,8%.
Siamo davvero in mano a degli scriteriati ed irresponsabili governanti! Questo il danno in un solo anno. Ci chiediamo: quanto costeranno all'Italia 5 annni di governo Berlusconi-Tremonti?

Paolo Soccio

domenica 10 maggio 2009

DISOCCUPAZIONE

Disoccupazione

Sono un milione i lavoratori che rischiano di passare da un reddito precario a zero euro, se non verranno rinnovati i loro contratti.

L’Italia ha bisogno di strumenti eccezionali e urgenti che diano aiuto immediato alle famiglie.
Serve un assegno mensile di disoccupazione pari al 60% dell'ultima retribuzione per tutti coloro che non hanno altri strumenti di sostegno al reddito e hanno perso il lavoro dal 1 settembre 2008 al 31 dicembre 2009.
L’assegno mensile per chi perde il lavoro aiuta le famiglie e rilancia i consumi, imprenditori e sindacati lo sostengono ma il governo continua a negarlo.

I soldi, come il PD ha spiegato nella mozione presentata in Parlamento, si possono trovare con: lotta all'evasione, centrale unica per gli acquisti nella P.A., ricostituzione della Commissione sulla spending review per tagli di spesa pubblica selettivi e non lineari come previsto dalla manovra d'estate e "utilizzo immediato" degli 8 miliardi dell'accordo Governo-Regioni.

Le nostre proposte:
1. Assegno mensile di disoccupazione subito, per tutti i precari che hanno perso il lavoro
2. Blocco dei licenziamenti per precari di scuola, sanità e pubblica amministrazione
3. Cassa integrazione per tutti i lavoratori in caso di sospensione del lavoro
4. Riforma degli ammortizzatori sociali per la tutela di chi resta senza lavoro.

Più forti noi, più forte tu.

mercoledì 6 maggio 2009

Analisi e proposte del PD per il PAL

di Antonio Raimondo Pettolino*


Vi sono due report di quest’anno sul sistema sanitario inglese, a proposito di riconfigurazione della rete ospedaliera, che sembrano formulati apposta per essere utili al processo di elaborazione del Piano Attuativo Locale dell’ASL della Provincia di Foggia attualmente in corso.
Nel primo vengono individuati i possibili obiettivi di quello che viene definito Ospedale del futuro, quali: l’approccio di “public value” per gli ospedali, cioè la consapevolezza che si tratta di un bene-valore collettivo che riguarda sia noi sia le generazioni future; i risultati in termini di salute, attraverso il miglioramento dei trattamenti, l’aumento dell’efficienza e dell’appropriatezza clinica e la necessità di affrontare i bisogni futuri adattandosi al mutamento degli scenari socio-demografici ed epidemiologici; la qualità e l’accessibilità dei servizi, la possibilità di scegliere e di personalizzare l’assistenza; l’equità e la fiducia.
Il secondo report evidenzia le difficoltà del processo di riconfigurazione-riorganizzazione, che sembrano essere molto simili alle nostre, e individua dei passaggi nodali, dei quali vengono qui riportati quelli più significativi per la nostra situazione: i processi di riorganizzazione ospedaliera devono avere come prima finalità quella di ridisegnare i servizi piuttosto che tagliarli; il coinvolgimento e l’accordo sui principi del cambiamento sono possibili, ma sono minacciati dal sospetto che ciò si attui al fine di ridurre i costi; c’è un gap di responsabilità a livello locale, le decisioni e le regole sono definite a livello centrale e poi riportate alla popolazione locale, che si sente scavalcata e sfiduciata rispetto al processo.

Sono tutti temi da tenere presenti nel momento in cui si discute della riorganizzzazione della rete dei servizi per la salute, così come prevista dalla proposta-bozza di Piano Attuativo Locale discussa nel corso del Consiglio comunale del 30 aprile scorso.
Un luogo (mentale) comune a molti degli intervenuti (consiglieri comunali, provinciali e regionali nonché – ahimè – qualche benpensante locale) è che l’ospedale di San Marco in Lamis serva un’utenza locale, tutt’al più allargata ai comuni viciniori. È vero invece il contrario, dato che psichiatria, oncologia, lungodegenza e – in buona parte – medicina accolgano utenti provenienti da tutti ci comuni dell’ASL e – qualche volta – da fuori ASL e persino da fuori regione (psichiatria e oncologia).
Gli stessi operatori in servizio nell’ospedale sono non solo cittadini di San Marco, ma anche di Foggia, Rignano, San Nicandro, San Giovanni, San Severo, Torremaggiore, Vico e forse di qualche altro comune dauno. Quindi, l’ospedale di San Marco è già dagli anni ’90 una realtà proiettata all’esterno, in una dimensione sovrazonale e sovradistrettuale.
La conseguente sbandierata antitesi ospedale – territorio (se chiudesse l’ospedale, i cittadini di San Marco avrebbero comunque un’assistenza sanitaria alla pari degli altri cittadini dauni?) non ha senso nello specifico: i cittadini di San Marco in Lamis chiedono la collocazione nell’ospedale di reparti necessari e non presenti dappertutto, che siano di riferimento per l’intera ASL e non vadano ad appesantire lo squilibrio territorio – ospedale. E, d’altra parte, si parla di privilegiare il territorio e poi si aumentano i posti letto in tutti gli ospedali aziendali (eccettuato quello di San Marco in Lamis, naturalmente) indipendentemente da indici di utilizzo e di appropriatezza (il direttore generale ha fatto un passaggio in merito a questo argomento quando ha citato i buoni indici di utilizzo di San Marco in Lamis, evitando però di allargare questa prospettiva agli altri ospedali aziendali, forse perché in presenza di dati più critici).
In ogni caso, la richiesta di riduzione dei posti letto di medicina può essere accolta anche nell’immediato, nella prospettiva di migliorare ulteriormente utilizzo e appropriatezza di trattamenti di una medicina dedicata a un ambito più ristretto rispetto a quello attuale, magari coincidente in questo momento con l’area garganica (almeno fino alla costituzione dell’ospedale di Vico, dato che Monte Sant’Angelo appare più vincolata a un’utenza meramente comunale). Così come la riduzione dei posti letto di una Lungodegenza “generica”, in considerazione dell’implementazione di servizi analoghi sparsi nell’ASL.
L’oncologia va invece salvaguardata come posti letto e come unità operativa (in questo momento è configurata come unità operativa semplice a valenza dipartimentale, che rappresenta un grado intermedio tra unità semplice e unità complessa), rifiutando un “accorpamento” di tali funzioni assistenziali sui posti letto di medicina (oltretutto di una medicina di appena 20 posti letto.
Va salvaguardata anche la day surgery, da potenziare sia come numero di giorni settimanali di attività sia come possibilità di dimettere anche il giorno dopo (one day surgery).
Va infine dato corso all’effettivo ampliamento del numero dei posti letto del SPDC dai 12 attuali ai 15 previsti dalla normativa, dal Piano Salute regionale e dallo stresso PAL.

A fronte della riduzione di posti letto della medicina e della lungodegenza, va chiesto un nuovo reparto che faccia mantenere il numero complessivo dei posti letto attuali: nel corso della seduta consiliare sono stati proposti posti letto di geriatria e/o di riabilitazione, che va intesa o come riabilitazione fisica, cioè post fratture o ictus…, e/o come neuroriabilitazione dei cerebrolesi.
Da psichiatra segnalo l’opportunità – in alternativa o in associazione con le altre proposte - di accogliere un reparto di riabilitazione o di lungodegenza psichiatrica, moduli previsti dal decreto ministeriale del 1988 e attivato in poche realtà regionali tra cui quella abruzzese che, non a caso, è fonte di mobilità passiva extraregionale per la nostra ASL. Mentre per la neuroriabilitazione e per la riabilitazione o la lungodegenza psichiatrica si ipotizzano servizi ospedalieri unici, non collocati in altri ospedali aziendali, per la riabilitazione fisica si potrebbe comunque invocare la necessità di coprire il fabbisogno di assistenza riabilitativa ospedaliera del comprensorio garganico, dato che difficilmente esso verrebbe soddisfatto dal polo riabilitativo di Torremaggiore (cui sono stati attribuiti posti letto in misura maggiore alla possibilità ricettiva, sempre che non si voglia continuare a fare reparti non più in linea con i criteri minimi per l’accreditamento istituzionale).
Il finanziamento di 4,5 milioni di euro destinato all’adeguamento strutturale e impiantistico dell’ospedale potrebbe essere utilizzato per favorire l’implementazione di questi nuovi servizi.
Segnalo anche l’opportunità di collocare a San Marco un polo assistenziale per i disturbi del comportamento alimentare, peraltro previsto negli indirizzi regionali per ciascuna ASL, che preveda a fianco dell’ambulatorio (che già c’è, tenuto dallo psichiatra responsabile del SPDC, che ha frequentato un corso di perfezionamento in quest’ambito) un paio di posti letto di day hospital in collaborazione con la medicina (che dispone di un endocrinologo esperto in problemi metabolici) e – utilizzando l’ex carcere – una residenza riabilitativa dedicata.
Una rete siffatta costituirebbe un polo d’attrazione per l’intera regione (in Italia vi sono pochissime strutture integrate di questo tipo, quasi tutte al centro-nord).

Proprio a proposito del potenziamento dei servizi territoriali, c’è da riproporre innanzitutto una richiesta di finanziamento per la ristrutturazione dello stabile di via Togliatti, magari di riconfigurare su due piani, da dedicare a sede degli uffici e dei servizi distrettuali (casa della salute, consultorio, postazioni dialisi, hospice…) e di quelli del dipartimento di prevenzione. Poi, non meno importante, la richiesta di un finanziamento per la ristrutturazione dell’ex casa circondariale, da dedicare a residenza sanitaria o sociosanitaria: qui il dubbio che si possa creare una struttura sufficientemente ampia per ospitare una RSA o una RSSA, quando magari potrebbe essere invece idonea per l’ipotesi di una residenza riabilitativa dedicata a persone con disturbi del comportamento alimentare.
A chi ha dubbi circa la possibilità di ottenere questi finanziamenti l’invito a leggere la parte del PAL relativa all’argomento: noterà la molteplicità di finanziamenti anche corposi in molti comuni piccoli e piccolissimi, alcuni destinati a rimanere improduttivi.
Infine, si perde il pelo ma non il vizio, la necessità di finanziamenti anche contenuti per l’adeguamento e la riparazione del locale centro di salute mentale.

*Responsabile del gruppo di lavoro "Sanità e servizi sociali" del PD di S. Marco in Lamis

sabato 14 marzo 2009

Il governo dei NO


Cari amici,
il governo ha bocciato in parlamento la nostra proposta sull'assegno di disoccupazione. Non si trattava di una trovata demagogica ma di una mozione articolata, elaborata dai nostri esperti, dove erano indicati costi e coperture. Un provvedimento assolutamente possibile e necessario, per fare fronte ad una vera e propria emergenza sociale. Per aiutare migliaia di precari che rischiano di ritrovarsi improvvisamente a zero euro.
Quello del governo non è stato solo un no al Pd, ma a tutte quelle persone che la crisi la stanno pagando, ogni giorno, sulla propria pelle.

Vi invio il testo del discorso che ho tenuto ieri alla camera.

Dario Franceschini

domenica 1 marzo 2009

UN PUNTO DI VISTA SUI PROBLEMI DI SAN MARCO

In questi giorni è stato dato un certo risalto alla richiesta di dimissioni del Sindaco avanzata da un consigliere comunale.
Questo atteggiamento, demagogico e distruttivo, non merita di essere preso in considerazione ma può essere l’occasione per fare qualche breve riflessione.
Come i cittadini sanno bene, all’epoca dell’insediamento di questa amministrazione vi era una situazione finanziaria al limite della bancarotta. Tanto è vero che il 1° giugno 2006, giorno di insediamento del Sindaco, allo stesso è stata consegnata una “cassa” la cui cifra in negativo ammontava a meno 1.500.000 euro.
Nonostante il grave fardello di un debito complessivo di oltre 5 milioni di euro, si è cercato di rimettere in moto la macchina comunale, garantendo la prosecuzione dei servizi (trasporti pubblici, mensa scolastica, asilo nido, assistenza agli anziani) e mettendo sotto controllo la spesa corrente, con la riduzione delle spese ed aumento delle entrate, con varie iniziative tra cui:
abolizione indennità consiglieri comunali; riduzione indennità Sindaco e Assessori; riduzione della spesa del personale, dell’ecologia, dei telefoni, dell’elettricità, dell’AQP, delle manifestazioni, recupero dell’evasione tasse, recupero fitti, ecc.
Intanto, l’amministrazione ha già iniziato a pagare debiti per 2.000.000 di euro (debiti contratti anni addietro, anche dall’amministrazione precedente, come i 700.000 euro di debiti con la discarica di Cerignola, anni 2001 - 2006).
Mentre, con la promozione di contratti con società produttrici di energia rinnovabile (due parchi eolici e tre parchi fotovoltaici) il Comune incasserà nei prossimi anni 1.500.000 euro annui.
Anche le opere pubbliche sono ripartite, tra cui: Forestazione, Parco e Museo Multimediale dei Dinosauri, Nuovo depuratore, Campanile della Chiesa Madre, Casa della Musica nella Villetta, completamento aree esterne scuola di Via Compagnone, Centro Sportivo e Sociale di Via A. Grandi, Campo sportivo comunale, Nuovi loculi cimiteriali, Manutenzione del canale Iana, lavori per la messa in sicurezza idrogeologica di varie zone: canale di Via Trieste, Via Verdi, canale Cimitero, Via Sannicandro, Via La Porta, Via Compagnone, Viale Santa Caterina.
L’importante scelta di esternalizzare il servizio di raccolta dei rifiuti ha portato un sensibile miglioramento dell’igiene urbana e della raccolta differenziata, giunta in pochi mesi al 7%.
Per quanto riguarda l’urbanistica, sono in fase di definizione le procedure di approvazione del Piano Urbanistico Generale mentre il Piano di Insediamenti Produttivi è stato consegnato alla Regione per l’approvazione definitiva. Quasi tutti i piani contenuti nel Piano di Fabbricazione sono stati approvati e sono in via di definizione tutte le pratiche di affrancazione degli usi civici.
Sappiamo che c’è ancora molto da fare ma non è con i proclami inconcludenti e populistici che si risolvono i problemi di San Marco, ma con l’impegno di ognuno e il senso di responsabilità di tutti.

San Marco in Lamis, 01.03.2009

Michelangelo Lombardi
Sindaco di San Marco in Lamis

ASSENTEISTI CRONICI ED EMIGRATI DI LUSSO

Comunicato del Gruppo consiliare del PD

Cittadini,
ogni anno, puntuale come il Carnevale, arriva la richiesta da parte della locale famiglia “napoleonica” di dimissioni del Sindaco Lombardi.
In verità, questa richiesta era stata avanzata già sei mesi dopo l’elezione del Sindaco sostenendo che i debiti del Comune erano stati contratti dall’amministrazione Lombardi (!?)
Come i cittadini sanno bene, all’epoca dell’insediamento di questa amministrazione vi era una situazione finanziaria al limite della bancarotta. E a spingere la nostra città verso il dissesto un contributo importante lo ha dato la giunta di centro destra che ha governato San Marco dal 2001 al 2005 e voluta dall‘UDC.
Questi signori non sono contenti di aver regalato a San Marco, negli anni 2005-2006, 18 mesi di Commissario e adesso vorrebbero rifilarci lo stesso “pacco”.

Il giovane consigliere dell’UDC che ha fatto la proposta e che in questi anni si è contraddistinto per l’assenza continua dai lavori delle commissioni consiliari (ecco perché non sa di cosa parla) si è svegliato dal torpore invernale e, dalla sua residenza romana, ha tuonato contro l’amministrazione. Tanto, invece di farsi l’esame di coscienza e richiamare anche il papà ad una maggiore partecipazione ai lavori delle assise di cui fa parte. Infatti, tra il 2005 ed il 2008, epoca in cui era consigliere regionale, l’On.le Angelo Cera ha partecipato solo al 60% delle sedute di Consiglio Regionale: risultando tra i consiglieri più assenteisti! (fonte Gazzetta del Mezzogiorno).

E’ vero, però, come ha detto, che l’emigrazione dalla nostra città è un problema gravissimo e atavico, aggiungiamo noi. Ma dovrebbe chiedersi cosa ha fatto l’On.le Cera per arginare questo problema visto che è stato Consigliere provinciale dal 1994 al 2008 (14 anni), Consigliere regionale dal 1995 al 2008 (13 anni), Assessore regionale per otto mesi e attualmente è parlamentare dal mese di aprile 2008.
E’ pur vero che da alcuni mesi possiamo contare su un altro emigrato illustre: lo stesso consigliere comunale Napoleone Cera che sembra si sia accasato a Roma nel ruolo di collaboratore paterno.

San Marco in Lamis, 01.03.2009

Il Gruppo consiliare del PD

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